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Pinterest news: tutte le nuove funzionalità lanciate nel 2021!

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Pinterest news: tutte le nuove funzionalità lanciate nel 2021!

Pinterest, il motore di ricerca visivo per eccellenza, sta cercando di affermarsi sempre di più come social network.

Cosa significa tutto questo in pratica?

Sarà sempre più facile e coinvolgente interagire sulla piattaforma sia per i creators che per gli utenti.

Il 2021 è stato l’anno dei cambiamenti più importanti per la piattaforma e lo dimostrano tutti gli aggiornamenti fatti alla piattaforma ma anche le nuove funzionalità e tabs lanciate: dai Pin video ai Pin idea fino alle versioni (recentissima funzionalità introdotta in Italia il 20/10/21).

Se non conosci ancora bene Pinterest ti consiglio vivamente di leggere il mio articolo TUTTO QUELLO CHE VORRESTI SU PINTEREST in cui spiego come funziona la piattaforma e quali sono i tipi di contenuti che si possono creare.

Ora che so che hai letto il mio precedente articolo posso permettermi di andare oltre e di mostrarti le nuove funzionalità di Pinterest che stanno avendo tantissimo successo.

pin idea: cosa sono e come si fanno i pin idea su pinterest

I Pin idea li puoi trovare quasi dappertutto ormai all’interno dell’app Pinterest:

  • in alto se ti trovi nella sezione home (quella con il simbolo di una casetta)
  • nel feed
  • nella sezione guarda trovi solo Pin idea
  • anche la scheda oggi o ispirazione quotidiana del reparto editoriale di Pinterest mostra ogni giorno una serie di Pin idea all’interno di questa sorta di magazine d’ispirazione.
  • Pin idea di Federica Pompei sulla scheda oggi di Pinterest Italia
    Pin idea di Federica Pompei (@mum_needs_coffee) sulla scheda oggi di Pinterest Italia

Proprio oggi, mentre scrivo questo articolo, mi sono accorta che proprio un mio Pin su una ricetta mostruosa per Halloween è finito nella sezione ispirazione quotidiana (scheda oggi), dando a me ed al mio contenuto l’opportunità di essere mostrato a tutti gli utenti della piattaforma in quanto quella sezione è la stessa per tutti gli utenti di Pinterest Italia.

I Pin idea vengono mostrati in alto nella home di Pinterest
I Pin idea vengono mostrati in alto nella home di Pinterest
I Pin idea si trovano nella home o nel feed di Pinterest
I Pin idea si trovano sparsi nella home/feed di Pinterest

 

 

come riconosco un pin idea

Si riconoscono facilmente grazie all’icona di un piccolo quadrato/rettangolo indicante il numero delle pagine di quel Pin idea.

I Pin idea, come vedrai direttamente all’interno della piattaforma, sono il formato perfetto per condividere un contenuto che induce l’utente all’azione: sono proprio i contenuti perfetti per spingere le persone a passare dall’ispirazione all’azione.

Proprio per questo motivo i Pin idea non contengono link: a differenza di tutti gli altri formati di Pin sono sprovvisti della possibilità di inserire un link di rimando esterno.

Pinterest attraverso il formato Pin idea vuole tenere gli utenti all’interno della piattaforma, proprio come un vero social network, sono il formato perfetto per indurre gli utenti a provare una ricetta, un lavoretto, un outfit o un make-up.

come si riconosce un Pin idea
come si riconosce visivamente un Pin idea da un Pin normale

pin idea come utilizzarli per realizzare una storia perfetta

I Pin idea sono un mezzo potentissimo per far conoscere chi siamo, cosa facciamo e come lo facciamo.

Ricordiamoci che non sono un formato paragonabile alle ormai note storie di Instagram.

Il Pin idea viene salvato, come tutti gli altri pin, in una bacheca. Per cui non è affatto un contenuto che scade dopo le 24 ore ma va a far parte per sempre (o almeno finche non lo vogliamo) delle nostre bacheche.

Se da un lato è vero che hanno il “limite” di non rimandare subito al nostro sito web o e-commerce proviamo insieme a trasformare questo limite in “un’opportunità”.

Grazie ai Pin idea, infatti, possiamo raggiungere un pubblico molto più ampio rispetto ad un Pin normale. Questo permette di far conoscere il nostro brand o personal brand a molte più persone ed in forma totalmente gratuita.

E non è tutto! Questo ci permette anche di mostrare tanto di noi o di quel che c’è dietro ai nostri prodotti e servizi e, fornendo un contenuto di valore, dà una spinta in più all’utente di affezionarsi a noi come creator, cosa che prima avveniva sicuramente in misura inferiore.

Dopo essere stato pubblicato, il Pin Idea viene mostrato sul tuo profilo nella parte superiore della scheda “Creati” insieme a tutti gli altri Pin Idea.

struttura del pin idea perfetto

Il Pin idea può essere realizzato interamente all’interno dell’app di  Pinterest. In alternativa se sei abituata ad operazioni di montaggio su app esterne (Canva, Inshot, Picsart) puoi tranquillamente utilizzare lo strumento dei Pin idea soltanto per la fase finale di pubblicazione.

Il Pin idea può essere costituito da immagini, video e grafiche oltre che da testi, adesivi, tag, elenchi, musiche e voice over.

Pinterest stesso ci invita ad usare i Pin Idea per:

  • creare una guida passo-passo, un progetto o una ricetta
  • caricare brevi video con ulteriore testo descrittivo o sovrapposizione di testo
  • personalizzare i colori e i caratteri nel tuo Pin
  • migliorare il tuo targeting con i tag degli argomenti
  • presentare una raccolta di prodotti
  • raccontare una storia in un modo completamente nuovo

check list per la pubblicazione di un pin idea perfetto

Ora la parte più‘ importante prima di pubblicare un Pin idea: inserire quante più informazioni possibili sul tuo Pin! Vediamole una ad una.

  • Titolo: aggiungi un titolo al tuo Pin Idea.
  • Immagine di copertina: scegli una miniatura per il video di copertina.
  • Bacheca: scegli una bacheca pubblica in cui salvare il Pin Idea dal menu a discesa, oppure fai clic su Crea bacheca per crearne una nuova.
  • Tag: cerca e aggiungi fino a 10 argomenti al tuo Pin Idea per raggiungere le persone che stanno cercando idee simili.
  • Commenti: attiva l’opzione per consentire i commenti.
  • Elenco: aggiungi Ingredienti, Occorrente o Note al tuo Pin.
  • Fai clic su Pubblica.

(Fonte Pinterest:  account per aziende su Pinterest , scopri come creare un Pin Idea  )

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nei Pin idea inserisci sempre titolo, bacheca, descrizione o note o ingredienti
nei Pin idea inserisci sempre titolo, bacheca, descrizione o note o ingredienti o occorrente

Modificare un Pin Idea si puo’?

Dopo aver pubblicato un Pin Idea è possibile modificare:

  • la bacheca: seleziona una bacheca pubblica dal menu a discesa, quindi fai clic su Fine
  • la sezione: seleziona o crea una sezione della bacheca, poi fai clic su Fine
  • le autorizzazioni ai commenti e alle foto: attiva o disattiva l’opzione Consenti alle persone di commentare
  • o eliminare il Pin Idea: fai clic su Elimina nell’angolo in basso a sinistra, quindi fai clic su Elimina Pin per confermare

Altra funzione interessante prima di procedere alla pubblicazione del Pin idea è la possibilità di salvare il contenuto nelle bozze e ti controllarlo/editarlo anche in un secondo momento prima della sua effettiva pubblicazione.

Il limite massimo per l’archivio delle bozze è di 3gb su iPhone.

Per modificarlo, in concreto, ti basterà andare sul Pin idea e cliccare sui puntini in alto a destra facendo modifica Pin.

formati del pin idea

I Pin idea hanno proporzioni pari a 9:16 anche se per le immagini e i video non sono previste restrizioni particolari.

Vanno bene i seguenti formati più comuni: mp4, mov, m4v, jpg, png, tiff.

Le dimensioni consigliate da Pinterest sono 1080 x 1920 pixel.

Per quanto riguarda i file le dimensioni consigliate sono di massimo 20 MB per le immagini e di massimo 100 MB per i video.

La durata dei video può essere compresa tra 3  e 59 secondi. Un Pin idea può contenere fino a 20 pagine. Quindi teoricamente quasi 20 minuti di video complessivo.

Prima di iniziare con i pin idea dai un’occhiata al codice dei creatori

Pinterest è un motore di ricerca visivo nonché social network molto inclusivo e rispettoso dei diritti umani. Ecco perché prima di creare un Pin idea Pinterest richiede la lettura e l’accettazione di quello che viene definito Codice dei creator, una serie di linea guida per la community. Scopri di più sulle Linee guida per la community  di Pinterest.

versioni di pinterest: la nuova funzionalità introdotta da pinterest

E’ stata introdotta proprio ieri una nuova funzione su Pinterest per tutti gli account Business: le VERSIONI.

Ha lo scopo di aumentare le interazioni tra creatori ed utenti. Questi ultimi infatti potranno rispondere ad un tutorial, ad una ricetta, o ad un make up presentato con un Pin idea dando la loro versione o interpretazione di quella ricetta, o tutorial o trucco.

Ogni utente potrà così mostrare direttamente a colui che l’ha inspirato la propria interpretazione attraverso un Pin idea di risposta a quello principale, a cui il Pin idea generato dall’utente si aggancerà.

come faccio ad utilizzare le versioni di pinterest?

Prima di pubblicare il Pin idea ti basterà andare su impostazioni avanzate, attivare la spunta “CONSENTI VERSIONI” ed il gioco è fatto.

Attualmente le versioni sono attivabile soltanto da App, sicuramente nel gito di qualche settimana saranno attivabile anche da Pc.

La nuova funzionalità di Pinterest: versioni
La nuova funzionalità di Pinterest: versioni

come faccio a capire se quel pin idea supporta la modalità versioni?

Quando sarai di fronte ad un Pin idea, se quest’ultimo sarà dotato delle versioni, te ne accorgerai perché in basso a destra ci sarà questo +.

come si riconosce un Pin idea dotato della nuova funzione versioni
come si riconosce un Pin idea dotato della nuova funzione versioni

Una volta cliccato sul + comparirà la schermata che si apre quando si vuole creare un Pin idea: quella in cui possiamo registrare una foto o un video direttamente dall’app oppure caricarne altre andandole a recuperare dalla galleria del nostro telefono.

pinterest rising stars 2021

E’ giunto il momento di parlarti un pò di me e della mia esperienza con il programma di Pinterest Italia 2021.

Sono stata selezionata insieme ad altri 19 creators italiani dal team di Pinterest per far parte del programma PINTEREST RISING STARS: incubatole di talenti.

Non so se tu sia mai stata/o contattata/o da Instagram, Facebook  o Youtube (giusto per citarne i primi tre che mi vengono in mente).

Per mia esperienza provare anche solo ad ottenere risposta via mail  per un problema tecnico è stata sempre pura utopia.

Ecco invece come si muove Pinterest: osserva i creators, fa ricerca e poi ne seleziona una ventina, perché li reputa talentuosi, li contatta e li inserisce in una classe virtuale (causa Covid) altrimenti sarebbe stata fisica.

Si dedica a loro, li forma attraverso meeting online e li mette alla prova con delle sfide settimanali.

Li incoraggia, li sprona a supportarsi a vicenda, li ispira, li forma, li omaggia di alcuni regali.

Ecco perché la mia decisione di essere su Pinterest non poteva essere più’ azzeccata.

Prova ad usare la piattaforma in maniera attiva, scoprirai un sentiment decisamente positivo, incentrato sulle persone, zero ansia o stress da prestazione. Provare Pinterest per credere!

Se vorrai seguirmi, ne sarò davvero felice!

Pinterest di @mum_needs_coffee

 

 

 

 

 

Marmellata di zucca : una ricetta autunnale facile con Bimby o senza

Lifestyle

Marmellata di zucca : una ricetta autunnale facile con Bimby o senza

Se penso all’autunno in cucina mi vengono in mente subito tre cose: zucca, castagne e vino rosso. La zucca l’ho riscoperta negli ultimi anni e da allora amo utilizzarla in tutti i modi: dal dolce al salato. Ecco perché qualche giorno fa ho pensato: chissà che sapore avrebbe se ne facessi una marmellata? Che poi potrebbe diventare anche una composta da abbinare a taglieri di salumi e formaggi insieme a del miele. Io ho già l’acquolina in bocca. E subito dopo averla realizzata l’ho cosparsa su una cheescake.

Visto che il risultato ottenuto ci è piaciuto, eccomi pronta a condividere la ricetta con te.

ingredienti per la marmellata di zucca

  1. 1000 gr zucca tagliata
  2. 200 grammi acqua
  3. 300 grammi di zucchero
  4. scorza e succo di mezzo limone
  5. a piacere si può aggiungere della cannella

COME PULIRE LA ZUCCA

Tagliamo la nostra zucca a metà: una volta aperta toglieremo i semi e i filamenti interni.

Poi andiamo ad eliminare la buccia della zucca (operazione che non amo molto). Si può procedere con coltello, pelapatate o facendola appassire in forno a bassa temperatura.

Ora non ci resta che tagliare la zucca a pezzetti o dadini.

procedimento per la marmellata di zucca con il bimby

Se abbiamo il bimby inseriamo nel boccale tutti i tocchetti di zucca ed aggiungiamo l’acqua, lo zucchero ed il succo e la scorza grattugiata del limone.

A questo punto non ci resta che azionare il bimby: 40 minuti a temperatura 100 gradi, velocità 1. Poi si prosegue con 20 minuti a velocità 1 ma in modalità Varoma. A questo punto si va a controllare la consistenza (varia in base al tipo di zucca utilizzata). Se troppo liquida si continua con la cottura controllando ad occhio. Altrimenti si può omogeneizzare il tutto procedendo per 10 secondi a velocità 10. Arrivati a questo punto non servirà fare altro che invasare in dei barattoli in vetro precedentemente sterilizzati. Metterli a testa in giù e controllare il tappo per esser sicuri di avere eseguito correttamente la procedura di sottovuoto.

procedimento per la marmellata di zucca con padella sul fuoco

In questo caso, andremo semplicemente ad inserire i nostri ingredienti (zucca, acqua, limone, zucchero) in una padella capiente  a fuoco lento per 1 ora e 20 minuti circa. In questo caso sarà sufficiente sminuzzare la zucca schiacciandola con una forchetta. Girate di tanto in tanto e quando la zucca si sarà rappresa la vostra marmellata sarà pronta.

cheescake alla zucca
Cheescake alla zucca perfetta ricetta autunnale di Federica Pompei

come utilizzare la marmellata alla zucca

La prima cosa che ho fatto è stata assaggiarla tal quale. Ne son rimasta estasiata. Ecco che allora ho deciso di cospargerla su una fetta di pane bruschettato. Poi mio marito mi ha detto: “perché non ci facciamo una cheescake?” e non ho saputo dirgli di no. Quindi si, son giorni che facciamo marmellata alla zucca e gli impieghi sono potenzialmente infiniti. Basta lasciarsi andare alla fantasia e la vorrete inserire nella crostata magari decorata con foglioline autunnali o con gli animali del bosco.

marmellata di zucca come composta per formaggi

Un altro modo di impiegare la marmellata di zucca è quello di accompagnare in un antipasto i salumi o i formaggi. Si può servire in una ciotola con accanto del miele o una riduzione di cipolla rossa caramellata.

Autunno e zucche: alcune idee

Sempre per restare in tema ricette autunnali in cucina voglio lasciarti con una torta molto leggera sempre alla zucca, ideale da gustare per colazione o durante un caffè con la tua migliore amica.

Torta light autunnale alla zucca
Torta light alla zucca con pochi ingredienti di Federica Pompei

TORTA LIGHT ALLA ZUCCA CON POCHI INGREDIENTI

E visto che Halloween si avvicina ecco che ti consiglio anche come decorare le zucche per dare quel tocco glamour in più alla tua casa autunnale.

Zucca Halloween aesthetic
Zucca di Halloween aesthetic di Federica Pompei

COME DIPINGERE LA ZUCCA DI HALLOWEEN PERFETTA

Se l’articolo ti è stato utile ricordati che puoi condividerlo con i tuoi amici, su Pinterest o sui tuoi social, anzi mi faresti molto felice se lo facessi.

Buon inizio Autunno,

Federica Pompei meglio nota come @mum_needs_coffee.

Fioritura della Lavanda in Provenza: i migliori campi di lavanda da fotografare!

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Fioritura della Lavanda in Provenza: i migliori campi di lavanda da fotografare!

Hai deciso di visitare la Provenza e non vuoi perderti i campi di lavanda da sogno che vedi nelle copertine Lonely Planet o su Instagram e Google ma non sai da dove partire o in quale posizione strategica alloggiare.

Niente panico.

Posso già tranquillizzarti perché sei nel posto giusto. In questo articolo ti porterò con me sulle tracce del nostro itinerario concluso da pochissimo, ti svelerò tutto quello che solo chi ha visitato la Provenza può raccontare e tramandare.

Non solo ti dirò quali sono, secondo me, i campi di lavanda da non perdere per portare a casa delle foto pazzesche e per vivere l’esperienza provenzale che sogni da anni, vedremo anche di sfatare alcuni falsi miti che girano per la rete come quello che a metà luglio la lavanda già non si trova piu’.

Qual è il periodo migliore per visitare la Provenza

Il periodo di fioritura della lavanda incomincia dalla fine di Giugno e si protrae fino ad Agosto avanzato.

Sono ancora in tempo per un weekend in Provenza? Assolutamente si!

Fioritura della lavanda il periodo migliore
Campo in piena fioritura a metà Luglio 2021, Valensole

 

Campo di lavanda in Provenza
Campo di Lavanda in Provenza ancora non nel pieno della fioritura. Foto scattata a metà luglio 2021

Come tutte le coltivazioni anche la lavanda subisce variazioni in base alla varietà coltivata, al clima, alla latitudine o all’altitudine. In rete si trovano diverse mappe con la fioritura zona per zona. Detto questo per me il mese di Luglio rimane il periodo migliore in assoluto per visitare la Provenza.

La raccolta della Lavanda si svolge dai primi di Agosto fino alla fine del mese. Per essere raccolta la Lavanda deve essere ben asciutta, anche per la sua crescita e maturazione influisce molto la stagione e soprattutto il clima.

Quando la Lavanda viene raccolta solitamente nei borghi si svolgono delle feste per celebrare la tradizione.

Quali sono i migliori campi di lavanda da fotografare in Provenza

Ti accorgerai di essere in Provenza perché in questa regione non sarà difficile trovare campi coltivati a lavanda quasi ovunque.

Dal finestrino dell’auto, se arrivi in macchina, si aprono scenari poetici caratterizzati dall’azzurro profondo del cielo, dal verde della boscaglia, dall’oro del grano e dal viola delle macchie dei campi di lavanda.

Spesso ancor prima di vederli saranno le loro note profumate a farti aguzzare la vista e a farti prendere in mano il telefono nella speranza di riprendere cotanta meraviglia.

Quasi sicuramente sarai tentato di fermarti al primo campo di lavanda che incontrerai per strada e non sarò di certo io a dirti di non farlo. Ma potresti quasi cadere nell’insicurezza di pensare: ma è davvero tutto qui?! Di campi così se ne trovano anche in Italia! Tutto vero! Ecco perché ho stilato per te la lista dei campi di lavanda davvero imperdibili se hai deciso di trascorrere qualche giorno in Provenza!

1)L’abbazia di Sénanque

In questo periodo l’abbazia è in ristrutturazione, questo te lo dico perché per uno scatto tradizionale, ovvero frontale, le foto saranno purtroppo inficiate dall’impalcatura che riveste l’abbazia.

Ciò nonostante è possibile sperimentare altre tipologie di scatto mettendosi anche un pò alla prova.

Molto panoramica la strada stessa che conduce all’abbazia dalla quale ho realizzato qualche scatto.

Ho trovato anche molto interessante l’edificio laterale adiacente all’abbazia. Vale la pena visitare questo luogo sacro anche solo per respirarne la pace e la tranquillità, la vista e il profumo dei campi di lavanda in fiore ne aumentano senz’altro in maniera esponenziale il fascino.

Abbazia di Senanque
Abbazia di Senanque da un’altra prospettiva

2)Plateau de Valensole

Questo è il luogo esatto che avevo idealizzato nella mia mente quando pensavo, ormai da anni e anni, alla Provenza.

Si tratta degli enormi campi di lavanda situati sulla strada principale che dalla località di Manosque porta a quella di Valensole.

Ci sono diverse aziende agricole che coltivano la lavanda su colline intere. Qui potrai davvero divertirti a girare video o a sperimentare la fotografia con diverse inquadrature perché la lavanda è talmente tanta che non prenderla (come avevi magari in mente) sarà impossibile.

Per quanto mi son piaciute queste colline e distese sconfinate di lavanda ci son tornata due volte.

La seconda volta al tramonto ed è stato solo allora che ho fatto un’incredibile scoperta.

Sul procinto del calar del sole di api nemmeno l’ombra. Può sembrar superfluo da scrivere ma magari per qualcuno (che ha la fobia delle api) potrebbe essere un’occasione unica per non precludersi una passeggiata tra i filari di lavanda.

Di giorno, ti avviso già, le api sono lavoratrici laboriose e sarà impossibile non incontrarne a decine e decine.

Plateau de Valensole, campi di lavanda, dove fotografare la lavanda
Plateau de Valensole forse il piu’ bel campo di lavanda da fotografare in Provenza

3)chateau du bois

Quando si viaggia con tre bambini piccoli si devono mettere in conto anche alcune rinunce. Per non perdere troppo tempo in auto non abbiamo raggiunto questa località ma ci tengo ad inserirla perché è un altro di quei posti in Provenza che catturano l’attenzione dei fotografi.

il museo della lavanda

Un luogo molto curato da vivere e scoprire. All’ingresso i bambini ricevono una specie di questionario (varia in base all’età) in modo da mettersi alla prova a fine visita su tutto quello che hanno imparato sulla lavanda.

Museo della lavanda, Provenza
Una tappa al museo della Lavanda è d’obbligo se decidi di visitare la Provenza

Differenze tra lavanda vera e lavanda ibrida

Prima di iniziare la visita, la guida fa una breve illustrazione circa le differenze tra lavanda fine e lavandino (o lavanda ibrida).

La prima viene coltivata in alta quota nel Luberon, mentre la seconda è quella che si trova un pò ovunque. La differenza a vista la si puo’ vedere subito dalla forma dello stelo del fiore: un solo fiore per stelo per la lavanda fine, tre fioriture per stelo per la lavanda ibrida.

Mentre la lavanda vera o officinale ha proprietà medicinali, il lavandino o lavanda ibrida produce un olio essenziale che viene impiegato  nell’industria chimica  per profumare lozioni destinate al bucato e ai prodotti per la pulizia della casa, ad esempio.

Anche la resa in termini di olio essenziale è ben differente. Occorrono molti piu’ chilogrammi di lavanda vera per produrre la stessa quantità in millilitri di olio essenziale che produce la lavanda ibrida.

un’esperienza di museo a prova di bambino

Nel museo  si può fare un viaggio nel tempo ripercorrendo tutta la storia della coltivazione della lavanda anche grazie alle foto dell’epoca e ai differenti tipi di distillatori usati nell’arco degli anni.

L’inizio della visita corrisponde alla proiezione di un film (molto ben fatto) nella stanza cinema, piacevole da visionare anche per i bambini.  Grazie alle cuffiette (regolabili in differenti lingue) potranno seguire in maniera autonoma tutte le spiegazioni in lingua italiana senza perdersi alcun dettaglio.

Attraverso questo breve film si fa un vero e proprio viaggio alla scoperta della fattoria della famiglia Lincelé che produce il pregiato olio essenziale di lavanda officinale. Si va dalla semina, alla raccolta ed infine alla produzione dell’olio essenziale di lavanda fine.

Sempre nel museo molto carino per i bambini, gli spazi dedicati al disegno libero, ai giochi touch screen, fino ad una parete con videoproiettore sempre in versione touch responsive.

la boutique della famiglia che produce olio essenziale di ottima qualità

Alla fine della visita audioguidata si giunge, prima, alla boutique dei prodotti a base di lavanda fine prodotti dall’azienda di famiglia Lincelé, poi, nell’area ristoro esterna, fruibile anche a modi pic nic grazie alla presenza di zone ombreggiate e tavoli.

dove alloggiare in provenza

La Provenza non è solo lavanda, questo va detto. E’ il paradiso di chi ama la campagna, la vita lenta, le passeggiate in bicicletta o il frinir delle cicale.

Sono rimasta incantata dai suoi borghi così curati e caratteristici, così come i suoi mercati, i suoi campi di alberi da frutto, per non parlare delle case in mattoncini in cui a variare sono soltanto le persiane o gli scuri delle case, che vanno da un color pastello all’altro, lasciando il paesaggio in perfetta palette!

Noi abbiamo scelto di alloggiare in una tipica residenza di campagna in stile provenzale. Ci siamo immersi per quattro giorni nel suono della natura: dal frinire delle cicale al nitrito dei cavalli, passando per il canto del gallo.

La località scelta è stata il paesino di Murs, nelle immediate vicinanze di Gordes, a due passi dalla regione del Luberon.

Gordes Provenza
Gordes, un paesino molto caratteristico tutto in pietra

Il paesino di Gordes, arroccato sul pendio di una montagna, merita di essere visitato per la peculiarità delle case che lo compongono, tutte apparentemente uguali con i loro mattoncini chiari.

Per raggiungere i campi di lavanda di Valensole ci abbiamo messo poco piu’ di un’ora di macchina. Guidare per questa regione è così bello e rilassante che le distanze non saranno così scomode come si potrebbe pensare.

tipiche case provenzali
A pochi km di distanza da Gordes, precisamente a Murs, la residenza tipicamente provenzale nella quale abbiamo alloggiato

Questa è stata la nostra sistemazione e garantisco che ne vale tremendamente la pena! Scrivimi nei commenti, o per email o su instagram per avere il contatto dell’host!

Buone vacanze, con affetto,

Federica.

Isole Eolie con bambini: appunti e consigli di viaggio

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Isole Eolie con bambini: appunti e consigli di viaggio

Le Isole Eolie sono 7: Panarea, Lipari, Vulcano, Salina, Stromboli, Alicudi e Filicudi.

Ci siamo stati lo scorso settembre con i nostri tre figli e siamo riusciti a vederne 6 su 7 in 10 giorni!

Andando avanti troverete tutti i nostri appunti di viaggio sulle isole Eolie e tanti consigli pratici e strategici per viverle al meglio, anche viaggiando con bambini piccoli!

Se anche voi, come noi, siete amanti dell’avventura, di paesaggi mozzafiato, di acque cristalline, di paesaggi lunari, di vulcani, di cultura, di buon cibo, di escursioni in barca o di trekking le isole Eolie sono la destinazione giusta per voi.

Noi ci siamo stati lo scorso anno con 3 bambini piccoli (6, 4, 2 anni) e senza macchina (l’abbiamo lasciata a Napoli) e quest’anno stiamo già pensando di tornarci!

I bambini sono sempre pronti a stupirci e se noi genitori, il loro riferimento, abbiamo spirito di adattamento e tanta voglia di scoprire paesaggi e luoghi, così belli, da togliere il fiato non saranno di certo loro a limitarci nella scelta di questa destinazione.

Anzi, io e Antonello possiamo garantirti, che sarà un’esperienza così entusiasmante che saranno loro a parlartene poi durante tutto l’anno o addirittura i primi a chiederti in continuazione, come hanno fatto i nostri figli:

“quando torniamo alle isole Eolie?”.

Parola di @mum_needs_coffee e @dad_needs_trip genitori di Publio Francesco, Antonio e Giorgio, amanti delle Eolie.

ISOLE EOLIE MAPPA

mappa delle sette isole Eolie
Le sette isole dell’arcipelago delle Eolie: Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea. Alicudi e Filicudi

 

Indice

 

Le isole Eolie, anche conosciute come le sette sorelle o isole Lipari, sono un arcipelago del mar Tirreno situato a nord della costa sicula. Questo arcipelago, di origine vulcanica, comprende anche due vulcani attivi: Stromboli e Vulcano. Ogni anno queste isole attirano al loro cospetto quasi 600.000 turisti.

Le isole Eolie sono comodamente raggiungibili via mare dal porto di Milazzo tutto l’anno. Possono essere quindi abbinate ad un viaggio in Sicilia, soprattutto se si hanno almeno 2 o 3 settimane di vacanza.

COME ARRIVARE ALLE ISOLE EOLIE

Io, Antonello ed i bimbi abbiamo raggiunto le isole via traghetto.

Siamo partiti la sera da Napoli e siamo arrivati alle Eolie la mattina dopo.

Sarà che noi siamo dei veri lupi di mare, ed ogni cosa che a che fare con l’acqua del mare, ci cattura e rapisce, ma il viaggio con il traghetto ha un fascino senza eguali.

Osservare i giganti del mare al porto di Napoli, stimola la fantasia e la curiosità dei più piccoli. E l’attesa è così, abbastanza facile da contenere. Una volta saliti sulla nave, si ha tutto il tempo di godere dall’alto di un tramonto spettacolare sul golfo di Napoli.

Una volta salpati dal porto inizia l’avventura!

E’ così bello vedere il cielo lentamente imbrunire. Navigare di notte, con il riflesso della luna sulla superficie dell’acqua, ha sempre reso il viaggio in traghetto (di andata e ritorno) parte integrante del viaggio stesso.

Un’esperienza unica che ancora oggi a distanza di tempo i bambini ricordano con piacere e ci richiedono spesso.

“Mamma, papà, quand’è che andiamo a dormire di nuovo sulla nave?”

Il porto di Napoli visto dal traghetto
Il porto di Napoli visto dal traghetto

 

come arrivare alle isole via mare

milazzo-isole eolie

La città di Milazzo è collegata molto bene, per la sua posizione geografica, alle Isole Eolie.

Da Milazzo è possibile raggiungere attraverso aliscafi (più veloci) e traghetti (piu’ lenti) tutte le Isole Eolie.

La durata della navigazione Milazzo-Lipari (compreso lo scalo a Vulcano) in aliscafo Liberty Lines è di circa 50 minuti, mentre con un traghetto Siremar ci vogliono circa 2 ore e 15 minuti.

Molte volte per raggiungere Alicudi e Filicudi è necessario cambiare su qualche isola maggiore (come ad esempio Salina o Lipari).

reggio calabria-isole eolie

E’ possibile raggiungere il porto di Lipari anche da Reggio Calabria grazie alla compagnia di traghetti Liberty Lines.

La durata della navigazione è di circa 2 ore e 10 minuti. Durante la stagione estiva è di solito garantito un collegamento giornaliero tra i due porti.

Alba su Stromboli vista dal traghetto
Panorama dell’alba su Stromboli visto dal traghetto

napoli-isole eolie-milazzo

La compagnia di traghetti Siremar offre, invece, due partenze serali a settimana da Napoli (il martedì e il venerdì) tutto l’anno. L’arrivo a Milazzo (ME) è previsto per la mattina seguente, per una durata complessiva di circa 12h (poi dipende dall’isola su cui deciderete di approdare)!

La prima isola che si raggiunge con la navigazione è Stromboli, a seguire c’è la fermata sull’isola di Panarea, poi Salina, Lipari e Vulcano.

Per quanto riguarda Salina fate attenzione alla vicinanza del vostro alloggio ad un porto piuttosto che all’altro per decidere quale traghetto scegliere. Alcuni collegamenti, infatti, fermano a Santa Marina (porto principale di Salina) altri a Rinella (secondo porticciolo di Salina).

come raggiungere le Isole Eolie con l’aereo

La città di Catania è facilmente raggiungibile dai principali aeroporti italiani (Brescia, Milano, Bologna, Bergamo, Roma, Torino, Ancona, Napoli, Firenze, Parma, Genova e Venezia).

Una volta arrivati a Catania si può raggiungere il porto di Milazzo attraverso mezzi pubblici o privati (autobus o transfer collettivo in caso prenotazione mediante agenzia di viaggi).

Al porto di Milazzo troverete tutti i desk delle varie compagnie di navigazione e, se non avete ancora prenotato il vostro posto sul traghetto, con un pò di fortuna potrete richiedere in loco la disponibilità di posti sulla linea di traghetto che vi interessa.

Io e Antonello vi consigliamo di muovervi per tempo sulle prenotazioni degli spostamenti! Tutto ormai è prenotabile in anticipo (per non rischiare di non trovare posto una volta giunti sul posto) online.

Se invece non preferite questa parte organizzativa della vacanza o non siete pratici di acquisti a distanza nel settore turistico, non preoccupatevi, possiamo occuparcene noi, come consulenti di viaggio.

Lasciate pure, se vi va, i vostri dati nel nostro database e quando ne avrete bisogno potremo essere noi a farlo per voi, disegnando il viaggio su misura per le vostre esigenze!

ISOLE EOLIE SENZA MACCHINA

Sicuramente la scelta di vivere le isole Eolie senza macchina può rivelarsi vincente per molti aspetti.

Alcune delle isole Eolie infatti non prevedono la circolazione di automezzi a motore.

Alicudi ad esempio è completamente priva di strade!

  1. Da Giugno a Ottobre sono proibiti lo sbarco e la circolazione di veicoli a motore (non di proprietà dei residenti) su tutte le isole Eolie, ad eccezione di Salina.
  2. E’ possibile portare invece auto o moto a Lipari, Vulcano e Filicudi solo in possesso di una dichiarazione che dimostri una prenotazione alberghiera per un minimo di 7 giorni.
  3. A Lipari, Vulcano e Salina ci sono diverse agenzie di noleggio auto e scooter quindi potresti tranquillamente fare a meno del tuo mezzo e ricorrere all’affitto di un mezzo soprattutto se si visitano queste isole in giornata.

ISOLE EOLIE CON LA MACCHINA

Arrivare alle isole Eolie con la propria macchina è ammissibile nel caso in cui si decida di soggiornare per un lungo periodo a Lipari o Vulcano o Filicudi.

Personalmente ritengo che il bello di trascorrere le vacanze in un arcipelago sia anche quello di godersi il panorama via mare.

Quindi rimango dell’idea di abbandonare l’auto sulla terra ferma e di lasciarsi affascinare dalle rotte marittime che vi condurranno a scoprire le Eolie, isola dopo isola.

ISOLE CON BAMBINI PICCOLI: CONSIGLI DI VIAGGIO

Spesso si pensa che viaggiare con dei bambini piccoli sia un vero incubo e al solo pensiero di uscire dalla nostra comfort zone si preferisce rinunciare a destinazioni più complesse o geograficamente distanti.

Io e Antonello non siamo mai stati di questo parere e il fatto stesso di aver sempre viaggiato con i nostri figli (fin dai loro primi mesi di vita) ci ha permesso di dirci a posteriori: “avevamo ragione!”.

Questo non significa di certo avventurarsi senza criterio o cognizione: semplicemente si tratta di studiare il percorso e la meta in anticipo, includendo necessità particolari, quindi in sostanza bisogna disegnare il viaggio o la vacanza mettendo le esigenze dei bambini al primo posto.

Possiamo garantirvi che non solo è fattibile ma anche che è un’esperienza unica in grado di arricchire non soltanto noi adulti ma anche i nostri figli.

Il consiglio che sentiamo di darvi, se avete bambini dai due anni in su’ è quello di progettare insieme a loro le giornate.

” Bambini che ne dite se domani facciamo una piccola gita in bicicletta?

E che ne dite se le bici le andiamo a prendere su un’isoletta qui vicino e per andarci prendiamo una barca? “

Potreste rimanere a bocca aperta sentendo da parte loro, come risposta, un fragoroso: “siiiiiii”.

Non dimenticatevi di portare tutto quello che potrebbe servirvi ad anticipare le loro esigenze: acqua a volontà, cappelli per proteggersi dal sole cocente, frutta fresca, panini o tramezzini, biscotti, succhi di frutta, teli da spiaggia, costumi, protezione solare, vestiario di ricambio, qualche foglio e colori per farli disegnare, giochi in scatola, insomma tutto quello che può ricaricarli nei momenti di “noia” o stanchezza.

Noi ad esempio portiamo sempre degli albi illustrati con noi, delle costruzioni in legno e dei libri da colorare. Il più delle volte questi piccoli accorgimenti ci han permesso di spezzare degli spostamenti con delle soste pensate appositamente per loro.

Chiesa Madre San Lorenzo, Malfa (Salina)
La chiesa Madre San Lorenzo a Malfa utilizzata per fare una piccola sosta e per rifocillare i bambini.

ISOLA DI SALINA

Salina, seconda isola dell’arcipelago eoliano per estensione, seconda solo a Lipari, è anche l’isola più verde: proprio per questo viene anche chiamata il giardino delle Eolie.

Dominata dal monte dei Porri e dal monte Fossa delle Felci, due vulcani estinti, è perfetta per gli amanti del trekking, come mio marito Antonello, che non si è lasciato scappare l’occasione di raggiungere la vetta del monte delle Felci.

pollara: sulle scene del film il postino con Massimo Troisi

La celebrità di Salina deriva in buona parte dal fatto di aver fatto da scenario al film Il postino con Massimo Troisi.

Pollara, all’estremità occidentale di Salina, va vista senza ombra di dubbio all’ora del tramonto: momento in cui il sole, scompare dietro i profili di Alicudi e Filicudi.

tramonto a Pollara foto di Federica Pompei
Tramonto a Pollara

Salina è stata da noi scelta come tappa per soggiornare ed ancora oggi, ripensandoci la trovo una soluzione molto sensata per le famiglie.

Salina: da non perdere la località di Rinella

Con un taxi, dal porto di Santa Marina di Salina, per la cifra di circa 40 euro abbiamo raggiunto la spiaggia di Rinella: l’unica spiaggia di sabbia nera dell’intera isola.

Ecco perché vi ho anticipato di fare attenzione agli orari dei traghetti e al porto in cui arriverete perché a Salina di porti ce ne sono due e non sono raggiungibili a piedi, con le valigie, senza auto con i bambini!

Andare a dormire cullati dal rumore delle onde che si infrangono dolci nella baia non ha prezzo. Svegliarsi ed avere il panorama delle acque della baia tutte per noi è qualcosa che non cancelleremo probabilmente più dalla nostra mente e dal nostro cuore.

Portate i bambini sulla spiaggia di Rinella e li renderete felici!

Sabbia nera vulcanica, piccoli sassolini, acqua abbastanza bassa li intratterranno per ore ed ore. Anzi, la vera difficoltà sarà convincerli ad andare via.

Spiaggia di sabbia nera di Rinella (Isole Eolie)
La spiaggia di Rinella è l’unica spiaggia di sabbia dell’isola Salina

come muoversi all’interno di salina

L’intera isola si gira molto bene con i mezzi pubblici (autobus).

Si possono così raggiungere i comuni di:

  • Santa Marina Salina (Lingua, piccolo borgo di pescatori situato proprio davanti a Lipari ne è una frazione)
  • Malfa (borgo prettamente rurale con la sua perla Pollara)
  • Leni. Quest’ultimo sorge tra i due monti dell’isola ( il Monte dei Porri e e il Monte Fossa delle Felci) e il secondo porto di salina, Rinella, appartiene proprio a questo comune.
sosta a Malfa durante la visita dell'isola Salina con l'autobus
Scalo a Malfa mentre con l’autobus raggiungevamo Pollara

Solo in un paio di occasioni ci siamo trovati “costretti” a chiamare un taxi: all’arrivo, per via degli orari, e dopo la seconda visita a Pollara causa bambini addormentati in un ristorantino a Malfa.

Girovagando per l’isola resterete colpiti dalle distese di vitigni di Malvasia e dalle piante di capperi. Entrambi sono tra i prodotti più tipici delle Eolie.

salina: se siete a Rinella impossibile non fare sosta da pa.pe.rò.

Se deciderete di vedere Salina non dimenticatevi di fare una colazione da re da Pa.Pe.Rò., ottimo tutto: dalle granite con o senza panna, alle brioche siciliane, passando per la gastronomia anche d’asporto.

piccoli degustatori di granita siciliana presso pa.pe.rò. Salina - Eolie - Federica Pompei
Le granite con vista da Pa.pe.rò. Rinella, Salina

E se siete tipi da aperitivo o da dopo cena consiglio anche di assaporarlo in versione cocktail bar!

Salina e le granite migliori: da Alfredo a lingua

Un altro posticino da non perdere, se siete veri degustatori seriali di granite siciliane come noi, è senz’altro Da Alfredo: un leggendario locale di Lingua.

La celebrità delle granite di Alfredo è nota in tutto l’arcipelago eoliano. E’ anche un’ottima tappa per refrigerarsi dalla calura estiva e per rinfrescarsi insieme ai bambini sotto gli ombrelloni della struttura o per mangiare qualcosa di più sostanzioso come il pane cunzato.

Se andrete da Da Alfredo l’unica indecisione che vi tormenterà sarà scegliere il gusto della granita da degustare! Alla fine noi le abbiamo volute provare quasi tutte: granita ai Gelsi, ai fichi d’India, alla Mandorla, al Pistacchio e alla Pesca! 

A Salina posso dire di averci lasciato il cuore.

arancino sulla spiaggia di Rinella - Salina - Eolie- Federica Pompei
Arancino di Pa.pe.rò. preso d’asporto e degustato sulla spiaggia di Rinella dove abbiamo alloggiato

ISOLA DI LIPARI

Lipari è l’isola più grande dell’arcipelago eoliano, custode di testimonianze archeologiche uniche al mondo, è avvolta in una natura selvaggia che si trasforma in deliziose spiagge sassose lungo le sue costiere frastagliate.

Arrivati al porto di Lipari si può raggiungere il castello di Lipari, sede del museo archeologico eoliano e della basilica di San Bartolomeo.

Purtroppo non siamo riusciti a visitarli con i bambini per questioni organizzative: avevamo poco tempo a disposizione per cui abbiamo deciso di fare tappa al Belvedere Quattrocchi e alle spiagge bianche.

Se siete amanti dei tramonti sul mare approfittate del calare del sole per raggiungere il Belvedere Quattrocchi: potrete così ammirare il versante sud-occidentale dell’isola tingersi di rosa.

Vista mozzafiato dal Belvedere Quattrocchi, Lipari, Federica Pompei
La vista panoramica dal Belvedere Quattrocchi, Lipari

Come vi dicevo sopra, Lipari è impossibile da vedere tutta in giornata, soprattutto se tra le priorità avete quella di rilassarsi qualche ora in una delle sue bellissime spiagge.

Arrivati al porto abbiamo subito deciso di noleggiare una macchina da Marcello, seguendo il consiglio di un marinaio incontrato sul traghetto,  in uno dei tanti negozi che affittano automobili e scooter.

Ci siamo diretti così alla scoperta delle Spiagge Bianche.

Queste spiagge sono raggiungibili soltanto tramite una ripida scalinata che inizia proprio sul bordo della strada provinciale 180.

La spiaggia è una delle piu’ belle di Lipari e già durante la discesa si intravede lo scenario che si sta per raggiungere.

I bambini non si sono lamentati (al contrario di me) e sono scesi e poi risaliti da soli. Io ho faticato, son sincera. Però posso anticiparvi che ne è valsa la pena!

spiagge bianche Lipari
Le spiagge bianche di Lipari, una delle spiagge piu’ belle dell’isola

Se avete dei neonati con voi, l’ideale, come sempre del resto per nostra esperienza, è quello di avere una fascia o un marsupio per portarli comodamente.

Nella spiaggia ci sono alcuni stabilimenti balneari per poter mangiare o bere qualcosa, o semplicemente sorseggiare un caffè o prendere un ombrellone.

Per il pranzo al sacco abbiamo deciso di fare scorta di arancini, pane cunzato, pitoni e calzoni in una delle più rinomate gastronomie di Lipari: Mancia e Fui. Tutto davvero ottimo, soprattutto se mangiato con il panorama del Belvedere Quattrocchi.

Arancino di Mancia e Fui consumato davanti al panorama del Belvedere Quattrocchi
Arancino di Mancia e Fui degustato davanti al panorama del Belvedere Quattrocchi

ISOLA DI STROMBOLI

Stromboli è l’isola più orientale dell’arcipelago eoliano. Arrivando a Stromboli non si può che rimanere subito folgorati dalla sagoma del vulcano Stromboli, uno dei più attivi al mondo.

Stromboli per noi non merita soltanto di essere vista con la classica visita in giornata.

Stromboli va vissuta, adorata, calpestata, annusata, ammirata e per farlo ti consiglio già di pensare di pernottarci almeno un 2/3 notti.

La Sciara del fuoco

Una lunga colata lavica di un colore indefinito tra il grigio e il nero che si tuffa luccicando nel Mar Tirreno.

La Sciara prende origine da ben tre crateri del vulcano.

Avvicinandosi mediante trekking si possono vedere il magma ed il materiale incandescente che la compongono.

Oppure la si puo’ ammirare comodamente mediante un’escursione privata in gommone con skipper.

Sciara del fuoco vista dal mare
La nostra escursione con i bambini, via mare, per vedere la Sciara del Fuoco

Io, Antonello e i bambini abbiamo optato per questa soluzione, non proprio economica, ma decisamente unica.

Se invece siete amanti del trekking, potete sempre decidere di fare un’esperienza “ravvicinata” con il vulcano attraverso la salita al cratere.

Vi avviso subito però: è una salita abbastanza faticosa, che inizia due/tre ore prima del tramonto e permette di raggiungere la cima di notte in modo da godere meglio dello spettacolo naturale dei fuochi d’artificio stromboliani.

Ovviamente in base all’intensità dell’attività stromboliana varia anche la quota raggiungibile in escursione percorribile tra l’altro soltanto con una guida vulcanologica autorizzata.

Al momento non è possibile fare questo tipo di escursione e raggiungere la cima ma si può arrivare soltanto fino al punto panoramico a 300 mt slm sopra al ristorante dell’Osservatorio.

Antonello ha optato per questa camminata che non prevede l’obbligo di guida.

la casa rossa di Rossellini e ingrid bergman- chiesa San Vincenzo Stromboli

Percorrendo a piedi i vicoli che, dal mare, salgono e portano al centro incontrerete tanti negozietti, alcuni punti che vendono escursioni in barca (come la Sciara del fuoco via mare), una farmacia, molti ristoranti e alcune gastronomie che fanno anche l’asporto.

Una volta arrivati alla Chiesa di San Vincenzo, lì vicino oltre a godere di una bellissima spiaggia, potrete rivivere la storia d’amore tra Ingrid Bergman e Rossellini, ma soprattutto le scene del film neorealista: “Stromboli Terra di Dio”, del 1948. Ancora oggi, la casa rossa della Bergman attira molti visitatori.

casa rossa di Ingrid Bergman e Rossellini Stromboli
La casa rossa di Ingrid Bergman e Rossellini per rivivere le scene del Film Stromboli (Terra di Dio)

la biblioteca di stromboli

Abbastanza nascosta tra i vicoli dell’isola di Stromboli la biblioteca merita comunque di essere scovata.

Centro culturale dell’Isola, fondata dall’associazione “scuola in mezzo al mare”, rappresenta ancora oggi uno dei punti più importanti d’aggregazione sull’isola.

Le attività della biblioteca si muovono in sinergia con la scuola pubblica. Al suo interno i volontari sono riusciti a catalogare circa 2000 volumi, di cui 750 per bambini e ragazzi.

Biblioteca dell'isola Stromboli
Pace e cultura si respirano nella Biblioteca di Stromboli

libri su stromboli

Prima di andare a dormire, ogni sera, a Stromboli io e Antonello ci siamo concessi il piacere di una lettura a tema Stromboli. Ci siamo procurati alcuni libri su questa isola magica.

Se vi piace l’idea di entrare nello spirito di un posto sicuramente vi farà piacere annotarvi qualche titolo tra quelli che vi sto per consigliare.

  • L’isola che brucia di Gianni Farinetti edito da Feltrinelli
  • Ti voglio a Stromboli di Alberto Acciarri edito da Edizioni AC
  • A Stromboli di Lidia Ravera edito da Editori Laterza
A Stromboli di Lidia Ravera
A Stromboli di Lidia Ravera

trattoria ai gechi

Per una cenetta romantica, il posto perfetto anche se, senza vista mare. La professionalità dello staff, la cura per i dettagli dall’arredamento agli accessori, lo rendono un posto molto chic. Non per questo il cibo non è ottimo. Consiglio sempre il  pescato del giorno. Buona anche la scelta dei vini e dei dessert.

Noi siamo riusciti ad andarci e a starci bene anche con tre bambini piccoli, nonostante il locale sia un pochino fuori mano, non così tanto però da essere raggiunto a piedi.

Trattoria ai Gechi Stromboli
Trattoria ai Gechi, Stromboli

ginostra

Raggiungibile solo via mare, questo minuscolo paesino arroccato alle pendici del vulcano, è abitato da meno di trenta persone. Ginostra, priva di illuminazione pubblica e di acqua corrente, è un luogo senza tempo, che attrae viaggiatori solitari in cerca di una tranquillità pura, vera e incontaminata.

A Ginostra i ritmi lenti e i brontolii del vulcano la fanno da padrona. Il suo porticciolo Pertuso è il più piccolo al mondo.

Noi l’abbiamo raggiunta via mare, durante l’escursione con la barca privata di Bartolo. Mentre Antonello a piedi ha raggiunto la Chiesa di San Vincenzo, io e i bambini ci siamo intrattenuti nelle Piscinette. Piccole piscine naturali adiacenti il porto.

Le Piscinette, Ginostra, Stromboli, Eolie
Le piscinette di Ginostra

Sicuramente Ginostra non è una meta consigliata a chi è in cerca di vita mondana e nemmeno per chi ha bambini piccoli. Per acquistare beni di prima necessità si può contare solo su due botteghe e per cenare fuori offre non più di due ristoranti.

Ciò nonostante nel villaggio esistono svariati affittacamere e B&B.

Indice forse del fatto che l’uomo di oggi, troppo stressato dalla vita frenetica e dal lavoro, è sempre più in cerca, durante i suoi viaggi, di quel rapporto autentico con la natura selvaggia e con la lentezza di tempi ormai perduti.

cena all’osservatorio di Stromboli

La punta di diamante della nostra vacanza alla scoperta di Stromboli è stata cenare all’Osservatorio di Stromboli.

Una pizzeria all’aperto, a lume di candela, in cui poter gustare anche altre ricette della cucina eoliana.

Sotto un cielo buio pesto, intercalato solo da tanti piccoli puntini luminosi (le Eolie hanno un cielo stellato pazzesco), gli sbuffi di Iddu sono i veri protagonisti dell’esperienza enogastronomica all’Osservatorio di Stromboli.

Ossevatorio Stromboli (Eolie)
Cena a lume di candela presso l’Osservatorio di Stromboli mentre Iddu ogni 10 minuti circa erutta

Le eruzioni vulcaniche si susseguivano abbastanza regolari e prevedibili, ogni 7-15 minuti al massimo. Noi eravamo al nostro tavolo, illuminato da un fioco lume di candela, e a far da cornice a quel posto surreale, soltanto schizzi di lava incandescente e lapilli in lontananza.

Godere dello spettacolo naturale del Vulcano Stromboli mentre si sta cenando sotto un cielo di stelle, davvero, non ha prezzo.

Come ci si arriva all’Osservatorio di Stromboli meriterebbe un articolo a parte. Vi voglio lasciare con la curiosità.

Vi anticipo solo che il transfer andata e ritorno da Piscità  all’Osservatorio è offerto gratuitamente dal ristorante stesso. Ma il conducente non disdice, ovviamente, qualche mancia.

Il vulcano Stromboli

Alto oltre 900 metri ed emerso dal mare 160.000 anni fa il Vulcano Stromboli viene visitato ogni anno da migliaia di persone attratti soprattutto dal fascino delle sue eruzioni.

La sua attività eruttiva si manifesta costantemente a distanza di pochi minuti (lo scorso anno, quando ci siamo stati noi, era più o meno cadenzata ogni 10-15 minuti).

I getti di lapilli ardenti e la lava (visibili soprattutto in notturna) regalano ai visitatori scenari irreplicabili, che rendono l’esperienza di viaggio su quest’isola davvero senza eguali.

Le eruzioni stromboliane, sebbene possano sembrare provenire da un unico cratere,  sono generate in realtà da tre bocche eruttive, proprio al di sopra della Sciara del Fuoco, attraverso la quale arrivano a spegnersi fino al mare.

Stromboli
Ultimo giorno a Stromboli

ISOLA DI VULCANO

L’isola di Vulcano è stata il mio primo grande amore, infatti da quando abbiamo i bambini ci siamo già andati due volte.

(Poi si sono aggiunte alla lista dei posti del cuore anche Salina e Stromboli.)

Vulcano è l’isola dell’arcipelago delle Eolie più vicina alla Sicilia. Motivo per cui ci eravamo già stati in giornata facendo andata e ritorno da Milazzo.

Assolutamente da vedere attraverso un’sescursione a piedi, se siete amanti di trekking, il gran cratere di Vulcano: un paesaggio lunare, con fumo e cristalli di zolfo.

Vulcano il cratere
Vulcano ed il suo paesaggio lunare

Nella parte meridionale dell’isola c’è la frazione di Gelso: pace e silenzio sono garantiti.

Un tempo luogo sicuro dell’isola, lontano dalle eruzioni, oggi attrae visitatori per la baia di acqua limpida al cui molo attraccano piccole barche di pescatori.

Ad aumentarne il fascino le poche case bianche, la spiaggia di sassi, la chiesa ed un faro abbandonato. Se pensi di andarci, prenota con un pò di anticipo alla trattoria da Pina.

Altra attrazione imperdibile di Vulcano sono i fanghi termali. Il forte odore di uova marce sarà il primo richiamo che il vostro naso percepirà appena metterete piede sul porto di Levante di Vulcano.

Fanghi termali naturali a Vulcano
Le terme naturali di Vulcano

Proseguendo a piedi proprio dietro il faraglione che domina la zona degli imbarchi vi troverete davanti il laghetto di fango sulfureo: una piscina termale a cielo aperto.

Lo scorso anno la zona era posta sotto sequestro per cui ci siamo accontentati di godere comunque delle spiagge delle acque calde, proprio adiacenti alla località termale e accessibili gratuitamente

Le spiagge calde, Vulcano
Località Spiagge Calde, Vulcano

Com’è l’acqua alle Isole Eolie (ti starai forse chiedendo)?

Diciamo che sulla mia pelle ho nuotato in acque ben piu’ gelide, ad esempio nelle isole della Grecia ho avvertito molto più freddo!

Alle Eolie, molte spiagge, hanno dei fondali digradanti e quindi la temperatura dell’acqua non risulta così fredda come può sembrare!

Inoltre il nome “spiagge delle acque calde” non è stato dato così a caso…

In questo punto le acque del mare vengono invase dalle fumarole sottomarine del centro termale naturale adiacente, il bollente vapore mischiato alle acque marine consente di fare un idromassaggio naturale ed un bagno nel mare con una temperatura dell’acqua decisamente piacevole!

Hai mai provato a farti un bagno al mare con l’acqua calda e che sa di zolfo? Esperienza unica per chi come me, trova l’acqua del mare fredda anche ad agosto!

località Vulcanello

La Zona di Vulcanello, ricca di resort alberghieri in cui poter comodamente soggiornare, si è formata in seguito ad una serie di eruzioni che han permesso all’isolotto di Vulcano di collegarsi all’isola principale.

Piscina a sfioro del Vulcano Blu Residence
La piscina a sfioro del Vulcano Blu Residence

In principio Vulcanello era un’isola a se stante. Oggi invece grazie all’istmo di Vulcano, Vulcanello e Vulcano sono collegate.

Dove si trova Vulcanello?

Vulcanello non dista troppo dal porto di Vulcano, dalle famose spiagge nere, dalle spiagge delle acque calde e dal centro termale di Vulcano.

Nella zona dell’istmo che collega Vulcano a Vulcanello si trova la parte più servita di negozi, resort, appartamenti, punti di ristoro, punti di noleggio auto e scooter dell’isola.

Sempre da qui potrete pensare di prenotare telefonicamente una squisita cena da Maria Tindara.

Ristorante Maria Tindara Vulcano Piano
Ingresso esterno del ristorante Maria Tindara a Vulcano Piano

Il ristorante mette a disposizione anche un transfer gratuito per raggiungere il locale stesso. Questo perché si trova un pò fuori mano, impossibile da raggiungere a piedi con dei bambini.

Più precisamente in zona Vulcano Piano. Potrete così degustare dei piatti tipici come l’agnello alla griglia, il coniglio in agrodolce, così come ottimi formaggi e verdure locali, oltre alla pasta fresca fatta in casa.

ISOLA DI ALICUDI

Alicudi è l’isola più occidentale dell’arcipelago eoliano.

Selvaggia e primitiva come poche, quest’isola, abitata da poche decine di persone, è completamente priva di strade.

Sull’isola di Alicudi tutto ancora si muove in groppa ad un asino lungo scalinate strette fatte di pietra.

Asino ad Alicudi
Sulle Isole Eolie minori non è raro incontrare un asino come mezzo di trasporto

Alicudi è l’isola delle Eolie perfetta se ami la pace, la solitudine, la natura selvaggia o l’escursionismo.

L’isola di Alicudi si è guadagnata un posto di tutto rispetto nel panorama escursionistico italiano. Questo grazie ai circa 15 itinerari tracciati, ciascuno indicato da un cartello di diverso colore, alle strette mulattiere e ai sentieri che dal porto raggiungono tutte le contrade dell’isola ed il Filo dell’Arpa.

La sua vetta, Filo dell’Arpa, alta 675 metri, è raggiungibile attraverso ripide rampe di scalini.

Per raggiungerla si parte dal Porto di Alicudi per un totale di circa 4,5 km ed una durata complessiva di 5h.

Scalare la cima della vetta di Alicudi vi permetterà di godere della vista mozzafiato del panorama dell’arcipelago.

Se questa “scalata” vi spaventa, o se, come nel nostro caso, avete bambini tanto piccoli potreste sempre optare per raggiungere, dal porto, la chiesa di San Bartolo.

In meno di 20 minuti la si raggiunge e dal suo terrazzo è possibile scattare bellissime fotografie a Filicudi e a Salina, che si intravedono tra la vegetazione.

Penso sia superfluo parlarvi delle sue acque cristalline, vero?!

Noi abbiamo deciso di visitare Alicudi e Filicudi in giornata attraverso un tour privato noleggiando un gommone con skipper.

La scelta non è affatto economica ma, se paragonata al tipo di esperienza che ci ha permesso di fare, è sicuramente consigliata.

Avrete così a disposizione uno skipper che vi farà da “autista” e anche un pò da “guida” e vi permetterà di raggiungere delle calette altrimenti inaccessibili mediante trekking con dei bambini piccoli.

In questo modo, grazie ai giubbini di salvataggio, Publio è riuscito a tuffarsi e a raggiungere a nuoto, insieme ad Antonello, la spiaggia della Bazzina.

Spiaggia della Bazzina, Alicudi, Eolie
Spiaggia della Bazzina, Alicudi, raggiunta via mare

ISOLA DI FILICUDI

L’isola di Filicudi è stata la prima isola dell’arcipelago delle Eolie ad emergere dall’acqua all’incirca 246.000 anni fa.

Anche quest’isola si offre in tutta la sua bellezza agli amanti di escursionismo con i suoi itinerari che dal porto di Filicudi raggiungono il villaggio abbandonato di Zucco Grande prima e il Monte Fossa Felci, poi.

Nel riscendere si può fare tappa nella bellissima spiaggia di Pecorini a Mare, raggiungibile o così, a piedi, o via mare, tuffandosi dal gommone, come nel nostro caso.

Questa spiaggia dispone dell’unico stabilimento balneare dell’isola che noleggia lettini e prepara alcuni piatti freddi ed estratti.

Sempre dal gommone siamo riusciti a vedere e a nuotare nelle acque della Grotta del bue marino. Difficilmente raggiungibile diversamente con tre bambini piccoli.

grotta del Bue marino Filicudi
Grotta del Bue Marino, Filicudi, raggiunta via mare

ISOLA DI PANAREA

Panarea è la più piccola delle isole delle sette sorelle.

D’estate diventa meta mondana, esclusiva e glamour del jet-set internazionale.

Proprio per questo motivo, anche se a malincuore, dovendo scegliere abbiamo deciso di escludere proprio lei nel nostro ultimo tour alle Isole Eolie. Da vivere assolutamente se si viaggia, invece, in coppia o in gruppo di amici perché delle Eolie è senz’altro l’isola che offre una movida degna di nota.

Intorno a Panarea si innalzano cinque isolotti (Dattilo, Lisca Bianca, Basiluzzo, Lisca Nera e Bottaro) a formare un ulteriore arcipelago nell’arcipelago eoliano.

Da vedere sull’isola di Panarea il museo archeologico eoliano e il museo diffuso, quest’ultimo, ricavato in una vecchia casa di pescatori, contiene cartine, pannelli e vari oggetti della tradizione eoliana; nel giardino ci sono tutte le specie vegetali tipiche dell’isola.

Per quanto riguarda le spiagge ci tengo comunque a segnalarti:

  1. Cala Zimmari: l’unica spiaggia di sabbia di tutta Panarea. Ricorda però che bisognerà alzarsi di buon’ora per sperare di trovare un posticino liberoa. Questa spiaggia, simile ad una mezzaluna, è  situata tra le rocce e gode di un fondale basso e di una ricca vita marina. Ottima per concedersi delle lunghe nuotate.
  2. Spiaggia della Calcara: spiaggia raggiungibile attraverso un sentiero ripido immerso tra gli arbusti. Questa spiaggia nei mesi centrali estivi, ovvero luglio e agosto, è sempre molto affollata. Uno dei motivi è che alle spalle della spiaggia fuoriescono i gas solforosi delle solfarole, a testimoniare la presenza di un antico cratere.
  3. Cala Junco: un mare color turchese rende questa spiaggia la piu’ pittoresca cala dell’isola di Panarea. Ricca di insenature si presta ad attività in solitaria di snorkeling.
  4. Noleggiando un gommone o affidandosi ad una delle agenzie che organizzano escursioni in barca potrai raggiungere le spiagge degli isolotti del mini arcipelago. Dattilo, il piu’ vicino alla costa dell’isola, con la sua spiaggia delle Guglie. Oppure Lisca Nera e Bottaro i cui fondali custodiscono un vecchio relitto di una nave inglese affondata nell’800. Proprio per questo sono un punto di immersioni molto frequentato.

QUEL E’ IL PERIODO MIGLIORE PER ANDARE ALLE ISOLE EOLIE?

Noi, per motivi di lavoro, siamo sempre stati alle Isole Eolie nel mese di Settembre. In questo periodo, pur non essendo ancora per le isole bassa stagione, può capitare, di dover affrontare qualche piccola rinuncia.

Un piccolo esempio: il famoso cocktail bar da Jo, sulla spiaggia di Rinella, non fa piu’ l’orario serale! Niente cocktail sulla spiaggia nel periodo in cui siamo stati noi! Come cala il sole nella baia, visti i pochi turisti, il bar chiude.

I collegamenti tra le isole vedono una riduzione della frequenza delle corse disponibili.

Anche gli stessi mini market iniziano ad essere meno riforniti.

Se si è in grado di rinunciare a queste piccole privazioni, direi che Settembre è un mese perfetto, insieme a Giugno.

A GIUGNO i turisti non hanno ancora preso d’assedio le isole. Le si può vivere godendo ancora di alte temperature, come se fossero tutte per noi.

Lo stesso capita a Settembre: ci si riesce ad immergere nella vera vita isolana.

I rapporti con le persone del posto si fanno più intensi:

La frenesia, tipica dei mesi di Luglio e Agosto, lascia il posto ad un ritmo che inizia a rallentare.

LINK UTILI ISOLE EOLIE: APPUNTI DI VIAGGIO

Per prenotare il traghetto che vi condurrà alle Eolie consultate directferries.it .

A salina

A Rinella abbiamo soggiornato divinamente in questa casa sulla spiaggia che la mia community di Instagram ha tanto amato quando la mostravo nelle stories. Puoi sempre vederle salvate nelle mie stories in evidenza! Sempre a Rinella non perdetevi le granite, le brioches o i cocktail di Pa.Pe.rò.

Se, invece, andate a Pollara potreste riuscire a vedervi il film il Postino mentre sorseggiate un’ottima Malvasia presso l’Oasi Snack Bar. A Malfa (Isola di Salina) abbiamo cenato molto bene sia nella pizzeria U Cucunciu che nella trattoria A Quadara.

A Lingua (Isola di Salina) non dimenticatevi delle granite da Alfredo e del ristorante A Cannata.

a lipari

Meritano di esser visti il Belvedere Quattrocchi e le Spiagge bianche. Se siete alla ricerca di qualcosa da mangiare mordi e fuggi vi consiglio la gastronomia Mancia e Fui

a vulcano

Noleggiando degli scooter o delle auto è possibile raggiungere dal porto di Vulcano la località Punta Gelso. Qui potrete prenotare un pranzetto delizioso alla Trattoria da Pina. Rimanendo invece vicini al porto di Vulcano non lasciatevi sfuggire (se aperte al pubblico) i Fanghi Termali naturali di Vulcano e le spiagge delle Acque Calde. A Vulcano abbiamo soggiornato al Vulcano Blu Residence.

Non troppo distanti, a piedi sono raggiungibili anche le Spiagge Nere, molto ben attrezzate quando si viaggia con bambini.

Per una serata diversa e più autentica con i sapori tipici della tradizione prenotate presso il ristorante Maria Tindara, sarà loro premura pensare al transfer.

a stromboli

Escursioni in barca con lo stromboliano doc Bartolo.

Una cena la dovete assolutamente fare presso l’Osservatorio di Stromboli potrete così ammirare i fuochi d’artificio naturali dell’attivissimo Vulcano Stromboli.

Noi per comodità, a Stromboli, abbiamo preferito soggiornare all’Hotel Ossidiana. Raggiungibile a piedi comodamente, in alternativa ci si può far condurre in hotel  da speciali golf car. I bambini si divertiranno un sacco.

Per farti un’idea di tutto quello che ti abbiamo illustrato nel nostro articolo puoi sempre passare dalle stories in evidenza che trovi sul mio profilo Instagram mum_needs_coffee e seguirmi per altre avventure e tanti altri consigli di viaggio.

Per qualsiasi informazione lasciatemi pure un commento all’articolo, sarò felice di rispondervi! Se invece volete siete liberi di condividerlo ad un amico, sui vostri social o di targarmi se deciderete di visitare alcuni dei posti qui suggeriti circa le Isole Eolie!

Con affetto,

Federica.

Cos’è una palette di colori e come fare per trovare la propria!

Photography

Cos’è una palette di colori e come fare per trovare la propria!

Per palette di colori si intende letteralmente “tavolozza di colori”. Proviamo ora a capire meglio cosa significa avere una palette di colori che rispecchi noi o il nostro brand!

Questo articolo fa per te se hai intenzione di crearne una per poter comunicare al meglio attraverso la tua immagine visiva!

Ti servirà banalmente anche per rendere più omogeneo il tuo Feed di Instagram!

Per arrivare alla scelta dei colori che comporranno la tua palette bisogna prima capire come i colori stessi interagiscono tra loro (non tutti i colori stanno bene vicini, lo sapevi?!) ma soprattutto cosa essi comunicano!

Quali sono i colori che ti piacciono maggiormente?

Prova a rispondere a queste semplici domande:

  1. Quali colori utilizzo maggiormente nella scelta dei miei outfit?

  2. Quali colori predominano all’interno di casa mia?

  3. Da quali colori sono sempre attratta?

Solitamente viene naturale avere delle preferenze per quel che riguarda i colori.

Prova a farci caso, nella tua vita di tutti i giorni forse stai già mettendo in atto le tue preferenze cromatiche e non te ne sei mai accort*!

Io ad esempio per quanto riguarda l’arredamento, l’organizzazione così come per gli abiti ho notato che ci sono colori che non prendo mai neppure in considerazione!

Se vuoi te li dico, ma è una scelta davvero soggettiva.

Prova ad ascoltarti e a capire quali colori fanno parte della tua storia, della tua vita e vedi se rispecchiano anche tutti gli acquisti che solitamente fai!

Io ad esempio ho quasi bandito il viola, il blu elettrico, l’arancione ed il verde acido!

Hai mai pensato a: cosa caratterizza maggiormente un’immagine?

Ogni immagine è in grado di veicolare un messaggio e al tempo stesso lo fa attraverso le emozioni che evoca in noi. Ma cosa c’è molto spesso dietro a questo meccanismo inconscio? La scelta dei colori.

la palette di colori come scelta comunicativa

Si pensa spesso, erroneamente, alla palette di colori come ad un qualcosa di puramente estetico.

Un qualcosa in più, una sciccheria,  che va a donare grazia ad un feed Instagram, ad un Blog o a determinati canali che utilizziamo quotidianamente per esprimere noi stessi o il nostro brand.

Posso garantirti che non è questo, o meglio, non è soltanto questo!

(Un grafico saprà bene di cosa sto parlando)!

La scelta di una palette di colori è parte integrante del processo che andrà a definire tipologia, tono di voce e messaggio della nostra comunicazione!

Sfruttando la parte visual della nostra immagine andremo a rinsaldare, confermare, veicolare il nostro messaggio in maniera sincrona a quella che è  la nostra comunicazione verbale o scritta.

Le immagini hanno il potere di attrarre ed incuriosire l’interlocutore ma anche quello di comunicare. Proprio per questo non dovremmo mai trascurare il loro valore in nessuno dei nostri canali di comunicazione (Blog, Instagram, Pinterest, e-commerce, etc.).

Quante volte guardando un’immagine ci sentiamo pervasi da un’emozione, iniziamo a pensare in maniera libera, o cambiamo stato d’animo?

Questo è il potere comunicativo che dobbiamo saper gestire perché non sono solo i testi a parlare, anche le immagini parlano!

la psicologia dei colori

Forse avrai già sentito parlare di psicologia dei colori. Questa disciplina nasce proprio dal fatto che i colori riescono a stimolare la nostra mente! In che modo? Andando a toccare emozioni e stati d’animo specifici. Questo campo d’interesse della psicologia noto come cromoterapia viene addirittura utilizzato, come terapia, in alcune tipologie di disturbi psicologici proprio in virtù del fatto che ogni colore determina, a livello cerebrale, uno stimolo diverso.

Alcuni esempi di comunicazione attraverso i colori

GIALLO: allegria, positività, energia, ottimismo, leggerezza, giovinezza

ARANCIONE: energia, fiducia, creatività, pace interiore

ROSSO: pericolo, passione, desiderio, impulsività, energia

VIOLA: spiritualità, eleganza, lusso, creatività, magia

ROSA: femminilità, delicatezza, innocenza, romanticismo

BLU: lealtà, tranquillità, fiducia, relax, pace, spiritualità, sensibilità, fedeltà, calma, stabilità

VERDE: sicurezza, fiducia, innovazione, salute, natura, relax

MARRONE: natura, semplicità, utilità

NERO: eleganza, potere, autorità

BIANCO: purezza, innocenza, pace, tranquillità

GRIGIO: immobilità, giustificazione

Psicologia dei colori: rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola, rosa, bianco, grigio, marrone, nero
La psicologia dei colori

colori caldi o colori freddi

La scelta di utilizzare colori caldi o colori freddi avrà ripercussioni importanti nel determinare nell’osservatore finale un tipo di risposta emotiva piuttosto che un’altra.

Se ci pensiamo un attimo, un colore freddo, come il blu, andrà a veicolare una sensazione di calma, mentre uno come il rosso (quindi un colore caldo) susciterà energia.

Se nella mia palette colori avrò predominanza di blu sicuramente andrò ad infondere nell’osservatore finale calma, fiducia.

Viceversa con una palette colori fondata sul rosso il messaggio che arriverà sarà quello di energia, passione, forza.

Tra i colori caldi ci sono anche: il giallo, il giallo-arancio, l’arancio, il rosso-viola.

Altri colori freddi, invece, sono: il viola, il blu-viola, il blu-verde, il verde, il giallo-verde.

 

la ruota dei colori

La ruota di colori ti permetterà di vedere come sono distribuiti i colori all’interno di un cerchio. Muovendoti al suo interno in senso circolare potrai individuare i cosiddetti colori analoghi che utilizzati insieme generano armonia.

Se ci muoviamo all’interno della ruota dei colori in direzione opposta ci troveremo di fronte due colori complementari.

Nella ruota dei colori, i colori sono in divisi in:

  • primari (i colori rosso, giallo e blu)
  • secondari (i colori che si generano mescolando i colori primari) sono dunque l’arancione, il verde ed il viola
  • terziari (i colori che si creano mescolando i primari con i secondari che si trovano adiacenti sulla ruota dei colori).

Questi colori, con l’aggiunta del bianco, del grigio o del nero possono dar luogo ad ulteriori tinte, tonalità, gradazioni.

La ruota dei colori con colori primari, secondari, terziari
La ruota dei colori

come si possono combinare i colori in maniera armonica?

  • COLORI COMPLEMENTARI

Sono spesso i più difficili da utilizzare insieme perché spesso generano un contrasto molto forte e difficile da gestire.

Un piccolo escamotage è quello di utilizzare uno dei due colori con un livello di saturazione decisamente inferiore rispetto al complementare.

  • ARMONIA TRIDICA

L’armonia tridica la si ritrova quando si vanno ad utilizzare tre colori che si trovano equidistanti nella ruota dei colori come inscritti dentro ad un triangolo.

  • ACCOSTAMENTI TETRADICI

In questo caso si vanno ad utilizzare quattro colori all’interno della ruota dei colori, inscritti negli angoli  di un rettangolo o di un quadrato.

  • COLORI ANALOGHI

Si realizza impiegando tre colori che si trovano vicini nella ruota dei colori.

  • COLORI MONOCROMATICI

Si andranno, in questo caso, ad utilizzare differenti tinte, tonalità o gradazioni di uno stesso colore.

La teoria dei colori: armonia e proprietà dei colori
L’armonia dei colori: colori analoghi, colori complementari, triade, tetrade, monocromatica

esercizi per identificare la propria palette di colori

A questo punto non ci resta che mettere in pratica quanto visto e approfondito in quest’articolo. Il mio personale consiglio è quello di andare a creare delle bacheche su Pinterest ( se non lo hai ancora fatto ti consiglio di leggere TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SU PINTEREST) ma andrà bene anche creare un progetto su Canva o banalmente utilizzare un foglio da lavoro come word.

La prima cosa da fare è prendere nota di alcune possibili palette di colori che vorremmo andare a creare.

Se non riusciamo da subito ad  identificarne una, prendiamoci del tempo e facciamo delle prove.

Esercitati ad utilizzarne più di una testando le diverse possibilità di combinazioni di colori che ti ho appena illustrato.

Al di là dello strumento che decidi di utilizzare (Canva, Word, Pinterest, App di preview come Unum o Plann) crea diverse bacheche (andrebbe bene lo stesso farla cartacea) ed inserisci al loro interno delle immagini salvate o da Google immagini o dalla gallery del tuo telefono o da Pinterest o da Instagram stesso. Eccone un esempio realizzato con Canva.

Immagini di lifestyle raggruppate secondo una palette di colori
Esempio di Palette di colori realizzata con Canva

Scegli tre o al massimo quattro colori e alterna all’interno di queste bacheche delle immagini che rispettino i colori che hai deciso di testare.

Avrai così più combinazioni di moodboard che potranno seguire lo schema dei colori complementari, l’armonia tridica, l’accostamento tetraedrico o  quello dei colori analoghi.

Tutto a questo punto ti sembrerà molto più chiaro e soprattutto riuscirai a capire quali sono i colori che maggiormente ti ispirano, ti attraggono o semplicemente riescono a comunicarti qualcosa.

Ora non ti resta che riflettere sul tipo di comunicazione e sul tono di voce con i quali intendi rivolgerti al tuo pubblico e da qui in poi scegliere che tipo di comunicazione visiva vuoi per te, il tuo Brand o il tuo Personal Brand.

Quali sono i colori da cui sei maggiormente attratt*? Ti va di dirmelo nei commenti?

Con affetto,

Federica Pompei.

 

Tutorial: decorazioni pasquali fai da te facili, trendy e last minute

Lifestyle

Tutorial: decorazioni pasquali fai da te facili, trendy e last minute

Manca davvero pochissimo a Pasqua e ancora non hai pensato alle decorazioni pasquali?

Niente panico! Ci penso io!

Di cosa hai bisogno? Solamente di un chiodino, di alcune uova, di un pennarello nero indelebile, di alcune piantine o di qualche fiore di campo appena colto. Nulla piu’.

Il risultato che andrai ad ottenere sarà davvero trendy e molto chic ma soprattutto sarà in grado di stupire chiunque!

In fondo all’articolo ti lascio delle belle immagini scattate da me da poter utilizzare o come sfondo per il telefono o per inviare dei messaggi di auguri davvero trendy in grado di stupire e conquistare chiunque con la magia della Pasqua!

come realizzare dei segnaposto pasquali con un pennarello indelebile

La prima cosa da fare sarà prendere le nostre uova ed effettuare un foro sull’estremità superiore dello stesso.

Ecco perché ti ho già anticipato che ci sarebbe servito un chiodino.

Dobbiamo eseguire questo passaggio con molta delicatezza, altrimenti si corre il rischio di rompere l’uovo.

A seguire ripetiamo la stessa procedura nel polo opposto.

Adesso è giunto il momento di svuotare il nostro uovo. Andremo a soffiare con la bocca su uno dei due fori che abbiamo creato: in questo modo dal buchino opposto uscirà molto agevolmente tutto l’interno dell’uovo, ossia il tuorlo e l’albume.

Ora non ci resta che lavare per bene le uova e lasciarle asciugare all’aria. Il mio consiglio è quello di immergerle in acqua e aceto e di ripetere la parte in cui soffiamo su un buchino per agevolare ulteriormente lo svuotamento e la pulizia completa dell’interno del guscio.

Una volta asciugate all’aria o al sole le nostre uova sono pronte per esser decorate. Io per velocità ho preferito realizzare dei disegni molto minimal ma molto trendy con un semplice pennarello indelebile che avevo in casa.

Si trovano facilmente un po’ dappertutto tra l’altro!

In alternativa se abbiamo una bella grafia si puo’ tentare di scrivere i nomi dei partecipanti alla tavola di Pasqua a mano libera!

Oppure si puo’ pensare di dipigerli con degli acquarelli o delle tempere o dei colori acrilici.

Ecco una fotografia del risultato ottenuto.

Uova di pasqua decorate a mano

 

Come realizzare dei segnaposto pasquali davvero originali con del verde (piantine o fiori)

Un’alternativa molto ecologica e molto green consiste nel far diventare le nostre uova pasquali dei piccoli vasi per far crescere i nostri germogli o le nostre piantine dell’orto.

Io avevo appena comprato dal vivaio alcune piantine di prezzemolo e di fragole.

Una parte l’ho utilizzata proprio per creare questi segnaposto davvero unici. Se non hai in casa nulla di tutto cio’ approfittane per fare una piccola passeggiata in campagna, ma son sicura che anche nelle aiuole cittadine tu possa trovare qualche piccolo fiorellino di campo o selvatico.

In alternativa puoi sempre rivolgerti ad una fioraia o andare da un vivaio.

In questo tutorial ad esempio la “nebbiolina” l’ho presa direttamente da un fioraio a me  vicino.

Possiamo partire o dal segnaposto di prima ed allargare a mano il forellino superiore oppure farlo con delle altre uova. La procedura è la stessa. Cambia che dopo aver svuotato, lavato e fatto asciugare l’uovo si andrà ad allargare il buchino superiore per permettere l’inserimento di un po’ di terra e della nostra giovane piantina.

Come spiegato poco fa andrà benissimo anche inserire dei piccoli fiorellini di campo. In questo secondo caso il foro superiore potrà essere meno grande di quello necessario per alloggiare la piccola piantina.

Questo il risultato!

uova di pasqua decorate a modi di segnaposto con all'interno piantine di fragole

alcune belle immagini pasquali da utilizzare come sfondo per il tuo smartphone o da inviare come messaggio d’auguri per pasqua

Ed eccoci arrivati alla fine dell’articolo!

Come promesso ho pensato ad un piccolo regalo da farti per augurarti buona Pasqua!

Sono delle immagini che ho realizzato allestendo un piccolo set scenografico per fare alcune fotografie still life con i segnaposto pasquali appena realizzati.

Potrai utilizzarle come sfondo per il tuo smartphone oppure inviarle via whatsapp ad amici e parenti per augurargli buona Pasqua in maniera molto chic! Per salvarle ti basterà cliccare sull’immagine e fare aggiungi a rullino foto!

Dimmi che anche tu non ne puoi piu’ di quei messaggi standard che circolano a modi catene nei giorni di festa! Dobbiamo diffondere bellezza, sei d’accordo con me? Ecco allora spamma queste immagini in piu’ chat possibili!

Come ho realizzato questo set fotografico casalingo? Alcuni passaggi fondamentali:

  1. ho utilizzato soltanto luce naturale senza pannelli riflettenti o diffusori
  2. ho impiegato un tavolo in marmo che ho in sala da pranzo
  3. ho preso un cartoncino 70*100 in cartolibreria per usarlo come base o fondale
  4. ho riciclato un foglio molto grande di carta da pacchi color avana come sfondo semplicemente incollandolo con dello scotch sul muro di casa

Spero che questo tutorial ti sia piaciuto! Se così fosse, ricordati che puoi sempre condividerlo sui tuoi canali social, su Facebook, su Whatsapp o su Pinterest! Ora ti ho davvero detto tutto, non resta che farti i miei piu’ sinceri auguri di una serena Pasqua.

Con amore,

Federica Pompei.

 

Uova di Pasqua decorate per la tavola di Pasqua idee tutorial fai da te di Federica Pompei